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40 anni dopo la sua morte, rivalutate le forti critiche di Martin Luther King

40 anni dopo la sua morte, rivalutate le forti critiche di Martin Luther King

Vicino alla fine della sua vita, il Rev. Martin Luther King Jr. è stato messo in un angolo e sotto accusa. La sua opposizione alla guerra del Vietnam veniva diffusamente criticata, anche dai suoi amici. Stava subendo pressioni sia per ripudiare il movimento per il potere nero, sia per abbracciarlo. Alcuni dei suoi luogotenenti lo esortavano ad alleggerire la sua nuova campagna a favore dei poveri, convinti che King si era sobbarcato un impegno troppo oneroso compromettendo così il supporto alla battaglia per i diritti civili.

Oggi gli studenti vengono a conoscenza del suo potente “sogno” che i bambini siano giudicati “non per il colore della propria pelle, ma per il contenuto del loro carattere”. Politici e cittadini privati di ogni ideologia citano la crescente eloquenza di King come l’ispirazione che ha sfidato la nazione a migliorarsi.

Ma questo giovane uomo, morto a soli 39 anni, non è solo l’icona celebrata nei programmi per l’anniversario della sua morte ed insegnata nelle scuole degli Stati Uniti.

La sua vita, come quella di altre figure storiche, Abraham Lincoln, Franklin D. Roosevelt, è stata semplificata, dicono gli studenti, la sua irritazione è stata confusa, la sua militanza raramente discussa, il suo disappunto e le dure critiche ai fallimenti del governo mascherate.

Quaranta anni dopo che King è stato assassinato a Memphis, è il suo lato pungente ad essere messo di nuovo sotto i riflettori.

Per rimarcare l’anniversario della sua morte, alcune relazioni sono state distribuite nelle scuole delineando l’inequo sviluppo sociale ed economico della nazione negli ultimi 40 anni.

Qualche studente ed ex seguaci di King stanno sfruttando l’occasione per puntare su due temi, guerra e povertà, che lo stavano consumando al tempo della sua morte.  

Entrambi hanno una particolare risonanza oggi: Gli Stati Uniti si sono imbarcati in una guerra in Iraq che è sempre più Continua..

40 ANNI DOPO MARTIN LUTHER KING, ORA C’E’ OBAMA

40 ANNI DOPO MARTIN LUTHER KING, ORA C’E’ OBAMA

Quaranta anni fa moriva Martin Luther King, era una sera di aprile come tante e venne ucciso da un fanatico mentre era affacciato al balcone di un motel in cui alloggiava a Memphis nel Tennessee.

A distanza di 40 anni, non si conoscono ancora le vere motivazioni di quell’omicidio che straziò l’America intera. Con Martin Luther King, morì uno dei grandi protagonisti del novecento americano, una figura estremamente importante e rappresentativa della non violenza, principio che egli apprese da Gandhi e applicò ai casi di integrazione razziale e diritti civili negli Usa.

La vita di Luther King fu breve ma intensa, figlio di un pastore protestante, studente brillante e idealista, capace di una retorica appassionata e altruista.

All’età di ventisei anni, l’America lo conobbe per un’azione molto coraggiosa che egli compì; una donna nera che viaggiava su un autobus nella città di Montgomery, fu arrestata per aver rifiutato di cedere il suo posto ad un bianco, come volevano le leggi di allora. Martin Luther King, predispose un sabotaggio di tutti i bus della città che andò avanti per quasi 400 giorni, fin quando la Corte distrettuale non annullò la discriminazione razziale in questione.

In seguito, molte manifestazioni e raduni a sostegno dei lavoratori di colore che volevano la parità razziale aumentarono in tutto lo stato dell’Alabama. In poco tempo, si fece conoscere in tutti gli Usa e nel 1963, famosa è la marcia su Washington per i diritti civili, nella quale emise il noto discorso “ io ho un sogno”, in cui sintetizzò la sua visione di fratellanza e pace che l’anno dopo gli regalò il Premio Nobel per la pace.

Oggi, la figura di Martin Luther King, fa venire in mente quella di Barak Obama, uomo di colore che sta dominando sulla scena politica americana, la prima figura dopo molti anni che abbia una prerogativa razziale di successo, tanto da essere amato non solo nelle comunità nere.

Ci si chiede, se si possono osservare delle affinità tra Obama, uomo di spicco dell’America odierna e Martin, leader indiscusso di ieri. Certamente, alcune similarità ci sono, apparte il colore della pelle, spiccano gli studi brillanti e le carriere veloci che danno un’immagine di nuovi volti all’opinione pubblica, da non dimenticare che entrambi hanno avuto in regalo ottime capacità oratorie e un carisma come pochi.

Di Obama, c’è da ricordare il discorso che ha fatto nel 2004 alla Convenzione Democratica, rimasto nella memoria di molti. Entrambi proiettati verso il futuro, certamente speranzoso e pieno di Continua..

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