IN AMERICA LA PRIMA UNIVERSITA’ PER COLTIVARE LA MARIJUANA
Pubblicato da Destiny
Sa un po’ di notizia a tratti assurda, ma è la pura verità, negli Usa esiste un corso universitario che insegna come coltivare e commercializzare la cannabis.
Se ogni giorno le autorità fanno di tutto per fermare i sempre più ampi giri di droghe pesanti e leggere che siano, alla luce del sole opera un’università che insegna tutti i segreti per allevare la droga più famosa del mondo. Il suo nome è Oaksterdam University, si trova in California, è recente ma ha già festeggiato i suoi 160 laureati.
Il “creatore” di questa innovativa università è un certo Richard Lee, con un passato da pusher nella zona di San Francisco, ha deciso di ideare questa scuola dopo aver scoperto che ad Amsterdam esistevano corsi che istruivano a mutare la propria attività in una vera e propria impresa.
Cosi Lee, ha deciso di fondare un’università dedicata alla coltivazione della cannabis. I corsi si tengono con esperti di orticultura che teorizzano sulla quantità di cannabinolo che contiene ogni pianta, insegnano come coltivare la pianta, i terreni migliori e l’esposizione al sole.
Non mancano lezioni di legislazione e di economia per avviare al meglio la propria attività da imprenditori dell’erba.Il tutto per 200 dollari a corso più circa 70 dollari per i libri, prezzo modico insomma. Il fatto positivo, è che questo brillante individuo, non l’ha fatto per soldi, a quanto pare era già un veterano della coltivazione di marijuana e non aveva mai avuto problemi di nessun genere.
La sua trasformazione da pusher a maestro, è arrivata per aiutare i malati terminali o coloro che soffrono di malattie legate all’apparato digerente, che grazie all’effetto mitigatore della cannabis potevano trarne sollievo. Secondo una legge abbastanza recente promulgata in California, è legale coltivare marijuana, se dietro c’è l’intenzione di prescriverla a persone malate, purché queste siano provviste di ricetta medica.
Dopo l’approvazione della legge, in tutta la California sono sorti vari club dell’Erba, detti anche Pot Club, gestiti da persone che da sempre si battono per la legalizzazione della cannabis a scopo curativo. La cannabis infatti può essere somministrata a persone malate di Aids che aiuta a riacquistare l’appetito, alle più varie malattie in cui la droga ha effetti “benefici”.
Il giro si è talmente allargato, che ne è nato un vero e proprio business, sembra che in tutto lo stato esistono più di 500 Club della cannabis, che creano profitti economici fino a 2 miliardi di dollari l’anno. Non mancano però le complicazioni, nonostante la legge permetta la commercializzazione della droga, vi sono delle normative difficili da rispettare, una su tutti è quella sulla quantità di erba che si può coltivare che varia a seconda dell’impresa che la coltiva. La violazione di queste regole, ha portato gli agenti federali a far chiudere molti dei Club Pot esistenti e all’arresto dei proprietari.
Proprio per questo motivo, il brillante Richard Lee, ha deciso di istituire un’Università che non solo concede una laurea in Scienze della coltivazione della marijuana, ma che offre tutti i segreti per coltivarla e commercializzarla senza violare le leggi esistenti. I corsi, aiutano anche ad interpretare a proprio vantaggio le leggi in materia, ad esempio nella contea di San Francisco, si possono coltivare al massimo 12 piante a persona, mentre a Los Angeles 72, a questo punto un imprenditore sveglio saprebbe già dove avviare la propria attività. Stesso discorso per quanto riguarda il numero massimo di piante coltivabili che nel caso si tratti di una cooperativa viene moltiplicata per ogni socio. Insomma questo innovativo ateneo, sta riscuotendo un successo esemplare, tanto che pare aprirà una sede anche a Los Angeles.
Secondo il rettore dell’Università, anche gli agenti in borghese dell’agenzia federale antidroga hanno frequentato qualche corso, con lo scopo di saperne di più, chiaramente in anonimo. In America il mestiere di erbi-cultore probabilmente rappresenta il lavoro del futuro, non solo redditizio ma anche umanitario, e c’è da scommetterci con questi requisiti non potrà che spopolare. Sa un po’ di notizia a tratti assurda, ma è la pura verità, negli Usa esiste un corso universitario che insegna come coltivare e commercializzare la cannabis. Se ogni giorno le autorità fanno di tutto per fermare i sempre più ampi giri di droghe pesanti e leggere che siano, alla luce del sole opera un’università che insegna tutti i segreti per allevare la droga più famosa del mondo.
Il suo nome è Oaksterdam University, si trova in California, è recente ma ha già festeggiato i suoi 160 laureati. Il “creatore” di questa innovativa università è un certo Richard Lee, con un passato da pusher nella zona di San Francisco, ha deciso di ideare questa scuola dopo aver scoperto che ad Amsterdam esistevano corsi che istruivano a mutare la propria attività in una vera e propria impresa.
Cosi Lee, ha deciso di fondare un’università dedicata alla coltivazione della cannabis. I corsi si tengono con esperti di orticultura che teorizzano sulla quantità di cannabinolo che contiene ogni pianta, insegnano come coltivare la pianta, i terreni migliori e l’esposizione al sole. Non mancano lezioni di legislazione e di economia per avviare al meglio la propria attività da imprenditori dell’erba.Il tutto per 200 dollari a corso più circa 70 dollari per i libri, prezzo modico insomma.
Il fatto positivo, è che questo brillante individuo, non l’ha fatto per soldi, a quanto pare era già un veterano della coltivazione di marijuana e non aveva mai avuto problemi di nessun genere. La sua trasformazione da pusher a maestro, è arrivata per aiutare i malati terminali o coloro che soffrono di malattie legate all’apparato digerente, che grazie all’effetto mitigatore della cannabis potevano trarne sollievo.
Secondo una legge abbastanza recente promulgata in California, è legale coltivare marijuana, se dietro c’è l’intenzione di prescriverla a persone malate, purché queste siano provviste di ricetta medica. Dopo l’approvazione della legge, in tutta la California sono sorti vari club dell’Erba, detti anche Pot Club, gestiti da persone che da sempre si battono per la legalizzazione della cannabis a scopo curativo.
La cannabis infatti può essere somministrata a persone malate di Aids che aiuta a riacquistare l’appetito, alle più varie malattie in cui la droga ha effetti “benefici”. Il giro si è talmente allargato, che ne è nato un vero e proprio business, sembra che in tutto lo stato esistono più di 500 Club della cannabis, che creano profitti economici fino a 2 miliardi di dollari l’anno. Non mancano però le complicazioni, nonostante la legge permetta la commercializzazione della droga, vi sono delle normative difficili da rispettare, una su tutti è quella sulla quantità di erba che si può coltivare che varia a seconda dell’impresa che la coltiva.
La violazione di queste regole, ha portato gli agenti federali a far chiudere molti dei Club Pot esistenti e all’arresto dei proprietari. Proprio per questo motivo, il brillante Richard Lee, ha deciso di istituire un’Università che non solo concede una laurea in Scienze della coltivazione della marijuana, ma che offre tutti i segreti per coltivarla e commercializzarla senza violare le leggi esistenti.
I corsi, aiutano anche ad interpretare a proprio vantaggio le leggi in materia, ad esempio nella contea di San Francisco, si possono coltivare al massimo 12 piante a persona, mentre a Los Angeles 72, a questo punto un imprenditore sveglio saprebbe già dove avviare la propria attività.
Stesso discorso per quanto riguarda il numero massimo di piante coltivabili che nel caso si tratti di una cooperativa viene moltiplicata per ogni socio. Insomma questo innovativo ateneo, sta riscuotendo un successo esemplare, tanto che pare aprirà una sede anche a Los Angeles. Secondo il rettore dell’Università, anche gli agenti in borghese dell’agenzia federale antidroga hanno frequentato qualche corso, con lo scopo di saperne di più, chiaramente in anonimo.
In America il mestiere di erbi-cultore probabilmente rappresenta il lavoro del futuro, non solo redditizio ma anche umanitario, e c’è da scommetterci con questi requisiti non potrà che spopolare.
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